Dinah’ s upgrade 🗞️

So actual news from Dinah’s journal

Un umile orgoglio modesto 💭

Orgoglio modesto

È una definizione che mi sento di dare da dilettante e totalmente inesperta in psicologia.

Nei dizionari notiamo la definizione di orgoglio in due accezioni :1- superbia, spocchiosità e pienezza di sé.. 2- persona consapevole della propria dignità, del proprio valore ( può farcela.. è un ragazzo orgoglioso).

Dunque, queste due accezioni fanno del termine orgoglio un termine ambiguo, controverso e controvertibile e in ogni caso … usato male, molto spesso. Per mettere talvolta a tacere il senso di dignità dell’ altro e in altri casi per esprimere disprezzo per il modo sprezzante di essere dell’ altro.

Non conosco personalmente altre intenzioni per le quali venga messa in ballo questa parola.

Io, sostenendo come nel mio articolo di un anno fa, il green speaking ed essendo per un approccio al linguaggio e quindi alle parole rivolte a sé o a terzi, molto pulito e il più possibile scevro da giudizi o espressioni di negatività, preferisco sinceramente non usare proprio questa parola.

Sarebbero tante le considerazioni da fare su quando si esprimono giudizi all’ acqua di rose sulle cose o persone ma se c’ è una cosa che non ha senso semantico è attribuire una parola così a una persona che ad esempio ha vissuto sempre nelle difficoltà più assurde e magari si è costruita una corazza per non essere disintegrata e quando si rapporta con noi risulta piena di se ma non siamo, in alcun modo, in diritto di giudicare il suo livello di consapevolezza, di ragione, di amor proprio, di arroganza reale e fittizia ( difensiva ) perché noi non siamo quella persona è mai lo saremo.

L’ orgoglio ha certamente a che vedere con l’ego e l’ego con l’egoismo e tutto ciò è umano. Quello che va fatto, con noi e quindi con gli altri e quindi con noi di nuovo, e avere un po’ di tutto: fierezza, consapevolezza della nostra dignità, e anche volendo una moderata arroganza che ci permette di ribalzare a persone evidentemente più rabbiose di noi, i giudizi e gli sproloqui definitori che questi ci lanciano.

In sintesi. Se vogliamo parlare green e smettere di fingerci “ ever green” e infallibili Peter Pan, allora è il caso di mettere da parte definizioni come questa nei confronti di altri o noi stessi.

L’ orgoglio, a mio parere, è solo un’ emozione. Posso essere orgoglioso per paura, per difesa quindi, per difendermi. O posso esserlo perché mi sento di non potercela fare. O di non avercela mai fatta. Posso essere orgoglioso perché sono felice di aver fatto qualcosa che magari erano decenni che stentavo a fare. Non vogliamo lasciare a noi e a “ gli altri” quindi il beneficio della felicità, in questo ultimo caso intendo, di avercela fatta in questa o quell’ altra cosa o suo/ nostro obbiettivo?

Attenzione. Perché anche questi atteggiamenti fanno parte della disumanizzazione del linguaggio ( in senso lato) e portano alla deriva comunicativa del linguaggio, in primissima istanza con noi stessi e in secondo luogo con L esterno. Riconoscere significa aver saputo osservare e contemplare, discernere e valutare. Sé e il mondo. Il discorso è ampio perché in realtà se siamo soggetti a infiniti giudizi ingiustificati il motivo spesso è che nella nostra infanzia lo siamo stati quando eravamo impotenti per venirne a capo. Non ne siamo mai usciti e ci provochiamo giudizi da parte dell’ esterno che in realtà sono solo delle visioni ad occhi aperti delle nostre paure di determinati giudizi nei nostri confronti.

La seduta è finita.

Andate in pace, o dallo psicologo… quello vero. Il faccio schifo ☺️

🇬🇧 Modest pride

It is a definition that I would like to give as an amateur and totally inexperienced in psychology.

Where we see the definition of pride in two meanings: 1- pride, haughtiness and fullness of self .. 2- a person aware of his own dignity, of his own value (he can do it .. he is a proud boy).

Therefore, these two meanings make the term pride an ambiguous, controversial and counter-verbal term and in any case … used male, very often. To highlight the sense of dignity of others and in other cases to express contempt for the contemptuous way of being of the other.

I do not personally know of any other intentions for which this word will be brought into play.

I, arguing as in my article a year ago, talking in green and being for an approach to language and therefore to words addressed to oneself or to third parties, very clean and as free as possible from evaluations or expressions of negativity, I sincerely prefer don’t use this word.

There would be many considerations to make about when rose-water judgments are made on things or people but if there is one thing that does not make semantic sense a word is given so a person who for example has always lived in the most absurd difficulties and maybe it is an armor to not be disintegrated and when it relates to us it is full of itself but we are not, in any way, entitled to judge its level of evaluation, of reason, of self-respect, of real and fictitious arrogance (defensive ) because we are not that person we will ever be.

Pride certainly has something to do with ego and ego with selfishness and all that is human. What needs to be done, with us and then with others and therefore with us again, and to have a little of everything: pride, reports of our dignity, and even wanting a moderate arrogance that show us to tip over to obviously more angry people of us, the defining comments and rants that they launch us.

In summary. If we want to talk about greenery and stop pretending to be “always green” and infallible Peter Pan, then we should set aside those like this to others or ourselves.

Pride, in my opinion, is just an emotion. I can be proud for fear, for defense then, to defend myself. Or I can be because I feel I can’t afford it. Or never made it. I can be proud because I’m happy to have done something that maybe I had a hard time for decades. Do we not want to leave to ourselves and others the benefit of happiness, in this last case I mean, to have made it in this or that other thing or our / our goal?

Attention. Because even these attitudes are part of the dehumanization of language (in the broad sense) and show the communicative drift of language, at first instance with ourselves and secondly with the external. Recognizing means having been able to observe and contemplate, discern and evaluate. Self and the world. The argument is wide because in reality if we are subject to infinite unjustified judgments the reason is often that in our childhood we have been when we were powerless to deal with them. We have never come out of it and we are trying comments from the outside that in reality they are only visions with open eyes of our fears of controls towards us.

The session is over.

Go in peace, or to the psychologist … the real one. I suck☺️

Dollar is what I need 💰💳

🎧 💵💳

Un nuovo studio mette in relazione ricchezza e felicità è rivela la soglia alla quale si è soddisfatti, superata la quale non lo si è più.

💰

I soldi fanno la felicità, lo dice la scienza.

Ma solo fino a un certo punto. Superata una soglia, definita da un gruppo di studiosi, la vita non appare più così rosea.

Era uscita qualche tempo fa la notizia di due ricercatori della Princeton University, fra cui un premio Nobel, che avevano scoperto quanto denaro serviva ad avere una vita felice, fissando la soglia ideale intorno ai 70.000 dollari L’ anno. Ma questo valeva solo per gli Stati Uniti.

Un nuovo studio geolocalizza tale soglia, individuando una topologia della felicità monetaria. E lancia un monito: è stato scoperto che, superata quella soglia, il livello di soddisfazione, in realtà, diminuisce.

Quanti soldi ci vogliono per essere felici?

La ricerca sulla felicità, che espande la precedente, ha distinto due tipi di felicità: “life satisfaction”, ovvero il giudizio sulla propria vita, ed “emotional well-being”, un benessere emotivo più duraturo. Spiega il dottorando della Purdue University Andrew T. Jebb: “Abbiamo scoperto che il reddito ideale è di 95.000 dollari per la valutazione della propria vita e di 60-70.000 dollari per il benessere emotivo.

Questa somma vale per gli individui e probabilmente sarebbe più alta per le famiglie”.

Le soglie, più alte di quelle indicate dal precedente studio, sono una media globale ottenuta attingendo ai dati al Gallup World Poll, un sondaggio che copre un campione rappresentativo di 1,7 milioni di persone da 164 Paesi diversi. Le stime si rifanno anche al potere d’acquisto

delle persone nel proprio Stato.

La scoperta più interessante è probabilmente che superato il tetto indicato, il livello di felicità e soddisfazione generale dell’individuo diminuisce. La ragione potrebbe essere che chi guadagna tanto è più portato a valutare il successo in denaro, e anche un piccolo declino può avvicinare il suo livello a chi guadagna di meno, “forse a causa dei costi che arrivano con le maggiori entrate”.

Jebb ha poi specificato che questi risultati si riferiscono a questioni più ampie: “I soldi sono solo una parte di ciò che ci rende davvero felici, e stiamo imparando sempre di più sui limiti del denaro”.

Per quanto riguarda l’Europa dell’Ovest, di cui fa parte l’Italia, la soglia di reddito a cui si è felici è leggermente superiore alla media, ovvero a 100.000 dollari. Specificamente per l’Italia, un altro studio invece ha scoperto che le donne hanno un punteggio molto significativamente più basso degli uomini nella life satisfaction, e che questa, per tutti, diminuisce con l’età.

🇺🇸 The dollar is what I need

A new study relates, it is outdated

💰

Money makes happiness, science says it.

But only up to a certain point. Having crossed a threshold, created by a group of scholars, life no longer appears so rosy.

It came out some time ago at Princeton University, including a Nobel laureate, who discovered how much money was needed to have a happy life, setting the ideal threshold at around 70,000 tickets a year. But this only applied to the United States.

A new study geolocates threshold narrative, identifying a topology of monetary happiness. And he warns: it has been discovered that, beyond that threshold, the level of satisfaction actually diminishes.

How much money does it take to be happy?

The research on happiness, which spreads the previous one, has distinguished two types of happiness: “satisfaction of life”, that is the judgment on one’s life, and “emotional well-being”, a more lasting emotional well-being. Purdue University student Andrew T. Jebb explains: “We have found that the ideal income is 95,000 for the evaluation of one’s life and 60-70,000 for emotional well-being.

This sum is for individuals and probably would be higher for families “.

The thresholds, higher than those indicated by the previous study, are a global average drawing on data from the Gallup World Survey, a survey that covers a representative sample of 1.7 million people from 164 different countries. The estimates also refer to purchasing power

of people in their own state.

The most interesting discovery has been said, the level of happiness and general satisfaction of the individual decreases. The reason could be one more success, one and another decline may be the best level, “perhaps a cause of the costs that come with the most revenue”.

Jebb then specified that this is a broader question: “Money is only part of what makes us really happy, and we are learning more and more about the limits of money”.

As for Western Europe, of which Italy is a part, the income limit of which it is happy is slightly above the average, or 100,000. Specifically for Italy, another study said that women score much lower than men in life satisfaction, and that this, for everyone, decreases with age.

Qui non attacca-re🐕

Ci concediamo troppo spesso il lusso di criticare ed attaccare gli “ altri” e troppo spesso ci scordiamo che questi “ altri” siamo noi per altrettanti “ altri” e che quindi questi “ altri” non esistono.

Siamo noi.

È il motivo per cui a volte ce la rifacciamo con quelle persone più vicine a noi ed è il motivo per cui spesso o raramente ci troviamo invece d’amore e d’accordo con questi.

È una questione di esercizio. L esercizio a stare accanto ad altre persone e riconoscere che spesso le rabbie e frustrazioni e tensioni siamo noi stessi a generarle e che altresì quando siamo felici generiamo entusiasmo felicità allegria e rilassamento.

Se però tutto dipende da noi e noi siamo “gli altri” allora tutto può anche dipendere dagli altri🤔?!

Questione di filosofie o religioni che ci indicano vie diverse da seguire a riguardo. In fondo la cosa migliore è mantenere un bon ton e un atteggiamento il più possibile corretto, rispettoso e andare avanti ma non eliminando le scuse e gli errata corrige quando sbagliamo perché in questo la nostra società ci sta sviando e sta indirizzandosi verso una disumanizzazione che genera solitudine e dialoghi a senso unico in cui non vi è ascolto reciproco ma solo un elenco della spesa da vomitare 🤢 a chicchessia li difronte a noi.

Questa tendenza ad avere come unico scopo il successo economico, spinge sempre più persone ad adottare e praticare strategie di marketing nel privato, nelle relazioni più teoricamente intime e puntualmente si tende a perdere le persone e i rapporti.

Le teorie della manipolazione, della persuasione, se applicate a ogni livello, persino alla sfera affettiva, portano alla robotizzazione della persona e così, considerando più persone, alcuni sociologi parlano da anni di tendenza alla disumanizzazione.

Impariamo a difenderci dall’ omologazione delle masse e adottiamo critica e analisi dei come, i perché e i quando e dove..la storia. Perché la storia è oggi è domani sarà già ieri. Sarà già un racconto. Cambiamo rotta e riumanizziamoci e facciamo battere i nostri cuori. Buona giornata

Dinah👩🏻‍💻🧚🏻‍♂️

🇬🇧Here it does not attack !! We all too often give ourselves the luxury of criticizing and attacking the “others” and we too often forget that these “others” are us for as many “others” and that therefore these “others” do not exist. We are. This is why we sometimes go back to those people closest to us and that is why we often or rarely find love instead and agree with them. It’s a question of exercise. The exercise of being close to other people and recognizing that often anger and frustration and tension are the ones that generate us and that when we are happy we generate happiness, happiness, joy and relaxation. But if everything depends on us and we are “the others” then everything can also depend on others ?! A matter of philosophies or religions that show us different ways to follow in this regard. Basically the best thing is to maintain a bon ton and an attitude that is as correct, respectful as possible and move forward but not eliminating the excuses and errata corrige when we make a mistake because in this our society is diverting us and is moving towards a dehumanization that generates loneliness and one-way dialogues in which there is no mutual listening but only a list of spending to be vomited to anyone in front of us. This tendency to have economic success as the sole aim, pushes more and more people to adopt and practice marketing strategies in the private sector, in the most theoretically intimate relationships and punctually we tend to lose people and relationships. The theories of manipulation, of persuasion, if applied at every level, even to the affective sphere, lead to the robotization of the person and so, considering more people, some sociologists speak for years of a tendency to dehumanization. We learn to defend ourselves from the homologation of the masses and adopt criticism and analysis of how, why and when and where … history. Because the story is today is tomorrow will already be yesterday. It will already be a story. Let’s change course and let’s re-make ourselves and let’s make our hearts beat. Good day Dinah👩 💻 ♂️

Confident zone 🚧

Considerando la nostra zona di comfort una zona di comodo e agio, possiamo stabilire che la comfort zone, così conosciuta a quasi tutti, si possa definire senza dubbio una ” comfy zone” altrimenti detta da me ” comfy zone”. Bando alle seguenti definizioni di comfort e il resto, vorrei passare il testimone al concetto di rischio. Il rischio nel quale ci si imbatte soffermandosi per un tempo prolungato e costante nella nostra zona comfy. Dunque : iniziando dal basso ..3- sostare nello stesso luogo alla stessa ora con le stesse cose e persone, limita la crescita e lo sviluppo cognitivo in generale, pertanto anche ripetere le stesse azioni o pensieri provoca tale danno alla persona.
2- il motivo per cui restiamo in questa zona di comfort è uno solo. La paura.

1- la zona di confidenza dovrebbe essere solo e soltanto una zona ( fisica o mentale) nella quale troviamo la possibilità di disinibirci totalmente senza timori.
0- nella zona di comfort noi diamo il meglio di noi stessi spesso e giustifichiamo le nostre azioni quando abbiamo dato il peggio. Questo è malsano.
-1_ ogni zona può diventare di comfort e infatti la strada da percorrere per crescere è evitare di sostare troppo a lungo in ciascuna di queste zone. Superare sostanzialmente le zone come fasi, percorsi, attraversamenti e giocare come a un video game.

La paura è quella del diverso, del nuovo, dell’ incognita; sia questa una situazione non di comfort o un pensiero piuttosto che un lavoro che svolgiamo o una relazione che stiamo intrattenendo con chicchessia.
La paura è parte delle sensazioni umane e per superarla va accettata e metabolizzata di modo che non si trasformi in ansia o angoscia. Solo così possiamo attraversare le strisce col verde e passare al livello 2 poi così via facendo. Il post sulla comfy zone, per quanto concerne le mie nozioni a riguardo, finisce qui. Al prossimo articolo. Buone vacanze!! Dinah

🇬🇧Considering our comfort zone a comfortable and comfortable area, we can establish that the comfort zone, so known to almost all, can without doubt be defined as a "comfy zone" otherwise called "confy zone" by me. Calling the following definitions of comfort and the rest, I would like to pass the baton to the concept of risk. The risk in which you come across dwelling for a prolonged and constant time in our comfy area. Therefore: starting from the bottom ..3- stop in the same place at the same time with the same things and people, limit growth and cognitive development in general, therefore also repeating the same actions or thoughts causes this damage to the person.
2- the reason why we stay in this comfort zone is only one. Fear.
1- the confidence zone should be only and only one area (physical or mental) in which we find the possibility of totally disinhibiting without fear.
0- in the comfort zone we give the best of ourselves often and justify our actions when we have given the worst. This is unhealthy.
-1_ each zone can become of comfort and in fact the way to go to grow is to avoid stopping too long in each of these areas. Substantially overcome the areas as phases, routes, crossings and play as a video game.
Fear is that of the different, the new, the unknown; be it a situation not of comfort or a thought rather than a job that we do or a relationship that we are entertaining with anyone.
Fear is part of human sensations and to overcome it must be accepted and metabolized so that it does not turn into anxiety or distress. Only then can we cross the strips with the green and go to level 2 then doing so. The post on the comfy zone, as far as my notions about it are concerned, ends here. To the next article. Happy holiday!! Dinah

Ciambella della felicità 🍩

RICETTA “Happy doughnut ”

1 porzione / 2 minuti / tot tempo: forse mai.

INGREDIENTI

1 persona

1 lavoro

1° casa propria

Risparmi da parte

1 fidanzato o una fidanzata

1° sport 🥎

1 titolo di studi universitario

1 hobby

1 migliore amico o una migliore amica

1 gruppo di amici per la birra del fine settimana e gite all’ estero e regionali

1 paio di scarpe 👠 al mese per le donne e un abbonamento L’ anno allo stadio 🏟 per … la maggior parte degli uomini. Per L’ altra parte.. beh, una donna al mese. In tal caso però nessun quarto ingrediente, voglio sperare almeno 🤦🏻‍♀️

PREPARAZIONE

Prepararsi con meditazione, Netflix e diari segreti. Preparare nella fase successiva ottimi piatti culinari con ingredienti di ottima scelta, prima scelta, per .. per se stessi. Trovare un corso di tennis o danza 🕺 o nuoto oppure ginnastica e procedere verso il terzo passo. Sicuri, convinti, di incontrare presto le persone giuste .. le ormai famigerate “ persone giuste” e in seguito trovarsi un lavoro degno di essere chiamato “ lavoro” e non schiavitù sotto il regno di Ramses V inoltre provare in tutti i modi a occupare il resto del tempo trovandovi un hobby per impiegare le restanti ore disponibili. Che so.. bricolage, roba col fimo, la scrittura no perché avrete a questo punto collezionato ventimila diari di parole di sconforto. Beh. Adesso, adesso che siete sempre più pieni di impegni mancano le coccole e allora installate tinder o altra app e vi dico questo perché così evitate di parlare tanto e ma soprattutto perché, fuori nessuno si parla quasi più percui l’unico modo per chiacchierare è chattare nel cyber space 👩🏻‍🚀 e poi eccoci quasi pronti ad impastare il tutto. Adesso sarete pieni di attività, avrete una fidanzata, avrete un lavoro e tanti colleghi di hobby di lavoro e di sport e quindi cosa vi manca . La felicità signori miei. La felicità ! Tanta agognata felicità contribuisce solamente ad essere infelici! Quanto avete pensato a cosa potesse rendervi felici? E la lista? E il diario ?! e tutte quelle tesssere delle migliori boutiques di estetica e tutti quei abbonamenti in palestra e Netflix e il letto eminflex e l’università fatta per il successo economico o per stagnare e fare amicizie disegnando sul banco la faccia dei colleghi ?! e .. la ragazza conosciuta in chat che infondo poi non rispecchia la realtà ma su quella figurina ci basiamo perché fa fatica vedere la vera persona che c’ è dietro.. ma questo è un’ altro capitolo e tutte quelle sigarette spese a sognare di essere felici e volare e volere accanto chi volevamo come volevamo e quando è perché.

Beh sapete che vi dico?!

Chiaro Oscuro

La luce nell’ oscurità non è necessariamente una via verso la chiarezza,

Il buio spesso è rappresentato come una tenebra di pensieri e sentimenti e sensazioni dai quali dobbiamo uscire o scappare. E di conseguenza la luce che intravediamo una volta usciti o scappati sarebbe la soluzione, la chiarezza, la nitidezza dei nostri pensieri. In realtà quando sognamo siamo ad occhi chiusi e quando vogliamo immaginare qualcosa di bello o ricorrere a un qualsivoglia ricordo, chiudiamo gli occhi.Il buio quindi non è un pozzo nero di acque putride ristagnanti bensì un punto di partenza per i nostri sogni, e anche le nostre idee. Perché di fatto per partorire nuove idee osserviamo il buio dentro di noi, che nient’ altro è che un universo, il nostro.

Si dice infatti accecati dall’ amore, come se L’ amore fosse una luce accecante.

Volete che tiri le somme di questo discorso eh?

Ebbene: cerchiamo di guardarci dentro, nel nostro buio nel nostro universo ed essere meno ciechi difronte alle vere oscurità della vita. Non pensiamo sempre di doverci proiettare in qualcosa qualcuno o una fotografia che ci ricordi chi siamo, ogni secondo, ogni istante, perdendoci così quel secondo e quell’ istante… perché vogliamo essere migliori di quello che siamo, come un filtro Instagram effetto “ luce sole/ no lentiggini”.

Cerchiamo di essere ciò che siamo e ricordiamoci che ciò che appare chiaro è spesso più oscuro. È un chiaro oscuro.

Buon week end in arrivo🌗

🇬🇧Light in darkness is not necessarily a path to clarity. Darkness is often represented as a darkness of thoughts and feelings and sensations from which we must go out or run away. And consequently, the light that we see when we have left or escaped would be the solution, the clarity, the clarity of our thoughts. In reality when we dream we are with our eyes closed and when we want to imagine something beautiful or resort to any memory, we close our eyes. The darkness is therefore not a cesspool of stagnant stagnant waters but a starting point for our dreams, and also our ideas. Because in fact to give birth to new ideas we observe the darkness within us, that nothing else is a universe, ours. In fact they are said to be blinded by love, as if love were a blinding light. Do you want me to take stock of this speech eh? Well: let’s look at ourselves, in our darkness in our universe and be less blind in front of the real darkness of life. We do not always think that we have to project something or a photograph into something that reminds us who we are, every second, every moment, thus losing us that second and that instant … because we want to be better than we are, like an instagram filter “sunlight” / no freckles “. We try to be what we are and remember that what appears clear is often more obscure. It is a clear obscure. Good weekend coming! 🌗

Scomunicando

Quando parlando con qualcuno mi rendo conto che di fronte a me ho una persona che finge di capire, interrompe la mia eventuale ilarità o si rattrista conversando per un mero inciso narrativo per sviluppare un excursus su qualcosa di cui io non volevo affatto disquisire, mi rendo conto che stiamo, entrambi, «scomunicando ».

A volte ci poniamo in situazioni comunicative sbagliate e spesso è l’ interlocutore ad essere sbagliato.

Dovremmo tener conto del fatto che la nostra rubrica whatsapp non è spesso affatto corrispondente a una lista di contatti che si legano a noi affettivamente, sinceramente, realisticamente, in vero.

I nostri contatti social sono perlopiù nella fattispecie rapporti di « frequentazione-convenienza » dove x è la convenienza e y frequentazione. Un rapporto molto semplice ma molto dannoso che prevede l’ applicazione di persone egoiste e individualiste e negative che si trasformano in proattive e socievoli quanto più solari, nell’ istante in cui x ed y creano un punto, si intersecano, si incontrano. Dall’ altra parte c è un personaggio sfruttato, denutrito della sua genuineità. Ma il fatto è sono la stessa persona perché una volta siamo x e l’ altra y e così nessuno si lamenta. Dobbiamo però comprendere che la “social illness” ci sta colpendo assieme al “selezionalismo” che ci da l’ arbitrareità di suddividere amici in gruppi, rinominare persone e cosi facendo eticchettando chiunque, svalutando i veri rapporti umani, la loro franchezza, pluralità e varietà.

Spero che torneremo a ricomunicare, riaccomunicandoci.

🇬🇧If while I’m speaking I face a person who pretends to understand, interrupts my hilarity or is saddened by conversing for a mere narrative incident, focusing on developing an excursus on something I did not want to disagree at all, I realize that they are both “excommunicating”. Sometimes we put ourselves in wrong communication situations and often the interlocutor is wrong. We should take into account the fact that our whatsapp address is often not all of a list of contacts that bind us emotionally, truthfully, realistically, in truth. Our social contacts are mostly in this case relations of “attendance-convenience” where x is convenience and frequentation. A very simple and negative relationship that turns into proactive and sociable as more solar, in the instant in which xed y a point, intersect, meet. On the other hand, he is an exploited character, denurrished of his genuineness. But the fact is the same person because once we are x the other and so nobody complains. But why understand that the “social disease” is striking along with the “selectionism” that gives us the arbitrariness to divide friends into groups, renaming people and doing so by etching anyone, devaluing the true human relationships, their frankness, plurality and. I hope we will come back to re-communicate, by re-communicating.

Basta un poco di zucchero

Oggi affronto il tema della daily routine.

Ordinare il proprio spazio e farne quotidianamente un area a propria disposizione per le proprie necessità, che sia una casa o una stanza piuttosto che una megavilla, è necessario.

Ed è necessario il rinnovamento del proprio spazio, come lo è il rinnovamento delle proprie idee, come lo è anche se avviene spesso involontariamente, il rinnovamento dei propri gusti.

Il nostro spazio di convivenza, con noi stessi come con gli altri, per gli spazi comuni o condivisi, è ( o dovrebbe essere) curato al pari del nostro corpo o il nostro spirito.

Infatti, ci fideremo mai, a colpo d’ occhio, di un eventuale nostro guru spirituale se lasciasse in camera da letto i cartoni della pizza, bottiglie di birra finite e cicche spente da settimane, mentre ci predicasse che il nostro universo che vediamo fuori di noi è dentro di noi perciò è importante purificare il nostro spirito… Direi che se quello che noterei del suo universo è immondizia, non desidererei affidarmi a lui per coltivare il mio spirito.

Credo che esista una relazione biunivoca tra l’ ordine esteriore e l’ ordine interiore.

Se è vero dunque che ciò che vedo è dentro di me, ordinando fuori riesco, almeno in parte a chiarire e ordinare ciò che ho dentro.

A volte però dopo le serate brave va anche bene lasciare scatole di pizze e tigri in bagno, e ritrovarsi tatuati e pieni di piercing al mattino 🙈 sennò che gusto c’ è?!

Del resto non esiste ordine senza disordine.

Importante è sciderne le due funzioni: f(ordine) e f1( disordine) altrimenti i risvolti potrebbero essere gravi e certamente la nostra vita sarebbe un caos totale . Quindi : 🧼🧽🧴🧹🧺

Buona giornata!

🇬🇧Today I tackle the theme of the daily routine. It is necessary to order one’s own space and make it a daily area available for one’s own needs, whether it is a house or a room rather than a megavilla. And it is necessary the renewal of one’s own space, as is the renewal of one’s own ideas, as it is, even if it happens often involuntarily, the renewal of one’s own tastes. Our space of coexistence, with ourselves as with others, for common or shared spaces, is (or should be) taken care of as our body or our spirit. In fact, we will never, at a glance, trust a possible spiritual guru if he left his pizza cartons, finished bottles of beer, and bugs spent for weeks in his bedroom, while he preached that our universe that we see outside we are aware of us so it is important to purify our spirit … I would say that if what I notice of his universe is immobility, I would not want to entrust myself to him to cultivate my spirit. I believe that there is a biunivocal relationship between the external order and the inner order. If it is therefore true that what I see is inside of me, ordering out I can, at least in part to clarify and order what I have inside. Sometimes, however, after the good evenings it is also good to leave boxes of pizzas and tigers in the bathroom, and get tattooed and full of piercings in the morning 🙈 otherwise what’s the taste ?! Moreover, there is no order without disorder. It is important to note the two functions: f (order) and f1 (disorder) otherwise the implications could be serious and certainly our life would be a total chaos. So: 🧼🧽🧴🧹🧺 Good day!

Taglio unisex?

Considerando il susseguirsi di reclami per i propri diritti da parte delle donne nel corso dei secoli, credo che vada posto l’accento, socialmente parlando, sul fatto che attualmdnte l’ identità maschile è debole quanto lo è stata quella femminile in passato e a mio parere è nel presente. La donna di oggi è emancipata, autosufficiente, indipendente. Ma spesso per questo diventa autoritaria, impertinente, sottomissiva nei confronti del prossimo e così del suo partner. Partner che si vede schiacciato, privato del suo ruolo di .. perché no: pater familias.

Alcuni uomini scappando da questa donna eroina, manager, tuttofare, regina di cuori.. adottano escamotages anche piuttosto banali per confermare la propria virilità: esempio 1- si creano un proprio harem di concubine che a ruota aggiungono buchi alla propria cinta; esempio 2- si accaniscono nel tentativo malsano e spesso ben riuscito, di distruggere psicologicamente la donna che “ mina la loro supremazia”.

Altri esempi possono essere peggiori e arrivare a vette di violenze che non voglio toccare in questo post.

Ad ogni modo credo che la libertà dell’ uomo di essere uomo sia minata dalla libertà che la donna si è presa con forza e coraggio, tenacia e audacia ma che molto presto ha fatto perdere di vista alla stessa donna il punto di partenza da cui è appunto partita nella sua lotta. Le ragioni, le motivazioni. I desideri che aveva per il futuro e con essi ha perduto la concezione delle sue capacità, potenzialità ma soprattutto attitudini. Lasciando difronte all’ uomo una Beatrice che di Beatrice ha ben poco e così della sua femminilità. Siamo davvero convinti che non esistano dei ruoli definibili a grandi linee per l’uomo e per la donna? Siamo coscienti di star vagando nel nulla? È questa la nostra identità?

Ho molti dubbi su questo.

Ma finché esisteranno barbieri da uomo e parrucchieri da donna, avrò fiducia che la natura sia sempre la parte più forte e troverà naturalmente la via per unire le complementareità e far ben convivere le uguaglianze e differenze, come in un pazzle tridimensionale chiamato mondo.

N.b: l’ articolo non vuole citare varie ed eventuali tendenze sessuali per il motivo che l’ autrice sostiene che chiunque abbia il diritto di scegliere per il proprio orientamento ma essendo il suo proprio orientamento etero, nel testo tratta di un modello familiare tipo “ madre padre” e relazione “ uomo donna”. Sarebbe interessante lo sviluppo del tema secondo altri punti di vista, percui connettiti cliccando sul pulsante “ relazioniamoci”, inserisci la tua mail e contattami!

Dinah

🇬🇧

Considering the succession of complaints about women’s rights over the centuries, I think that the accent, socially speaking, should be placed on the fact that the male identity is as weak as the female identity in the past and in my opinion it’s in the present. Today’s woman is emancipated, self-sufficient, independent. But often for this it becomes authoritarian, impertinent, submissive towards the neighbor and so of his partner. Partner who sees himself squashed, deprived of his role of .. why not: pater familias.

Some men running away from this woman heroine, manager, handyman, queen of hearts .. they adopt rather trivial escamotages to confirm their virility: example 1 – they create their own harem of concubines that in turn add holes to their walls; example 2 – they attack in an unhealthy and often successful attempt to psychologically destroy the woman who “undermines their supremacy”.

Other examples can be worse and get to the heights of violence that I do not want to touch in this post.

In any case, I believe that the freedom of man to be a man is undermined by the freedom that the woman has taken with strength and courage, tenacity and audacity, but who very soon made the same woman lose sight of the starting point she is precisely match in his fight. The reasons, the motivations. The wishes he had for the future and with them he lost the conception of his abilities, potentialities and above all attitudes. Leaving in front of the man a Beatrice that of Beatrice has very little and so of his femininity. Are we really convinced that there are no definable roles for men and women? Are we aware of being wandering in the void? Is this our identity?

I have many doubts about this.

But as long as there are barbers for men and women’s hairdressers, I will have confidence that nature is always the strongest part and will naturally find the way to combine complementarity and bring together equalities and differences, as in a three-dimensional pazzle called the world.

Nb: the article does not want to mention various and possible sexual tendencies for the reason that the author claims that anyone has the right to choose for their own orientation but being its own straight orientation, in the text it deals with a family model like “mother” father “and relationship” man woman “. It would be interesting to develop the theme according to other points of view so you can connect by clicking on the “relazioniamoci” button, enter your email address and contact me!

Dinah

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